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Lunedì, 04 Giugno 2012 08:32

Sezione di Termovalorizzazione

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I due forni impiegati da Lomellina Energia S.r.l. sono del tipo a letto fluido circolante: la frazione secca dei rifiuti brucia sospinta da una corrente ascensionale di aria calda e sabbia silicea; Fossa rifiutitale miscela viene inizialmente portata alla temperatura di almeno850°Cmediante bruciatori ausiliari a metano.

Il combustibile ottenuto dai rifiuti, avendo un potere calorifico medio di circa 3.500 Kcal/Kg, è in grado di sostenere successivamente la combustione in modo autonomo.

Le temperature nella camera di combustione sono mantenute mediamente intorno ai900°Ce tutto il ciclo termico è seguito dalla sala controllo principale. Gli operatori possono intervenire in tempo reale sui parametri di processo, regolando così la produzione di vapore.

Il vapore surriscaldato generato dalle due linee viene immesso in altrettante turbine collegate ai generatori da cui si ricavano in media 35 MW elettrici di potenza netta da immettere in rete a 132.000 V per la distribuzione alle utenze. Il raffreddamento del vapore scaricato dalle turbine avviene mediante due condensatori ad aria; la fase liquida così ottenuta è reimmessa in circolo mediante pompe.

Le ceneri pesanti, costituite da materiale incombusto e da sabbia esausta, sono scaricate, raffreddate, vagliate e avviate a recupero, principalmente in cementifici.

A valle delle due linee di combustione si trovano i sistemi di depurazione dei fumi, molto simili fra loro. I fumi da depurare vengono immessi in un reattore dove vengono dosati calce o bicarbonato di sodio per abbattere le componenti acide (acido cloridrico, acido fluoridrico e biossido di zolfo) e carbone attivo per l’adsorbimento dei microinquinanti organici (diossine e furani) e inorganici (metalli pesanti, in particolare mercurio). Gli ossidi di azoto, comunque contenuti grazie alla tecnologia di combustione adottata, vengono invece abbattuti con un sistema che opera nella parte ad alta temperatura dei forni mediante iniezione di urea nel flusso dei fumi.

Il filtro a maniche finale è deputato al completamento delle reazioni di abbattimento degli inquinanti e alla depolverazione dei fumi, da cui vengono rimosse le ceneri volanti presenti. Le ceneri volanti possono essere avviate a smaltimento o sottoposte ad un processo di inertizzazione mediante miscelazione con cemento, additivi ricchi di silicati e acqua (ad oggi è preferita la prima soluzione, benché l’impianto di inertizzazione sia comunque autorizzato).

I fumi depurati prendono poi la direzione dei camini di altezza pari a100 m.

Due sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni collegati con l’ARPA provvedono a fornire in tempo reale le indicazioni relative alla quantità e qualità dei fumi scaricati e a verificare il rispetto dei limiti emissivi imposti dalla legge. Trimestralmente sono condotte ulteriori campagne analitiche volte a determinare anche le concentrazioni di quegli inquinanti (in particolare metalli e microinquinanti organici) che non sono tecnicamente misurabili in continuo.

Lo stabilimento è inoltre dotato di una serie di servizi ausiliari funzionali alle attività fin qui descritte. I principali sono:

  • serbatoi e rete acqua industriale, con alimentazione da pozzo e acquedotto;
  • rete di raccolta e impianti di trattamento delle acque reflue di natura civile, industriale e meteorica;
  • impianti di produzione e rete di distribuzione dell’aria compressa;
  • serbatoi, rete e impianti antincendio ad acqua, schiuma e gas estinguente;
  • sottostazioni e reti elettriche a bassa, media ed alta tensione.
Letto 686760 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Giugno 2012 13:25